Platino

PLATINO METALLO PREZIOSO

Il platino presenta un colore bianco-azzurrino e forma con l'oro una serie completa di soluzioni solide a tutte le concentrazioni.
Nelle leghe d'oro la sua concentrazione non supera di solito i 100 millesimi poiché se presente in quantità superiore provoca eterogeneità nella solidificazione.
La presenza di platino nelle leghe nobili porta numerosi effetti:

aumenta la durezza nella resistenza meccanica

aumenta l'intervallo di fusione della lega

aumenta la resistenza alla corrosione ed all'ossidazione

rende più chiaro il colore delle leghe

contribuisce al miglioramento delle proprietà meccaniche in seguito ad opportuno trattamento termico di indurimento

A causa del suo alto prezzo e della limitata quantità nella possibile combinazione con l'oro, si tende a sostituirlo sempre più frequentemente con un altro metallo del suo gruppo dal costo inferiore: il palladio.

  • Simbolo Chimico: Pt
  • Peso Specifico: 21,45 g/cm3
  • Colore: Grigio
  • Temperatura di Fusione: 1769 °C
PEPITA DEL PLATINO

Di regola è l´oro ad essere riconosciuto come metallo nobile, ma lo segue immediatamente il platino, che risulta addirittura sei volte più raro in natura. Inoltre il platino è più puro, resistente e spesso dell'oro. Per il colore bianco, per le sue caratteristiche naturali e grazie alla sua durevolezza, il platino risulta essere particolarmente adatto alla lavorazione dei gioielli. È per di più ipoallergenico, causa difficilmente reazioni allergiche. Il grado di purezza del platino viene definito su scala mille, ovvero in base ad una suddivisione dei componenti in mille parti. I riferimenti più frequenti sono: 950, 900 e 850 che indicano una purezza con una percentuale rispettivamente pari al 95%, 90% e 85%. Il platino fu menzionato per la prima volta da Julius Scaliger (1484-1558) e derivò il nome dal termine spagnolo “platina”, che significa qualcosa come “piccolo argento” riferendosi alla sua somiglianza con l´argento. Sotto il regno francese del Re Sole, Luigi XIV , il platino godette di una grande popolarità, a tal punto che fu considerato l´unico metallo ad essere degno di un Re. Tuttavia dal momento in cui nella seconda guerra mondiale fu dichiarato quale metallo strategico, successivamente non riuscì mai più a recuperare la sua antica popolarità.

Che differenza c’è tra oro bianco e platino 

Una prima differenza che c’è tra oro bianco e platino la si può trovare nella composizione dei due materiali e nella loro reperibilità. L’oro bianco non lo si può trovare in natura perché non è un metallo puro ma formato dall’agglomerarsi di altri materiali. Questo infatti è principalmente composto da diversi metalli quali oro puro, (di 14 o 18 carati) argento e palladio. Naturalmente la percentuale di ogni singolo metallo usato per creare questa lega è particolarmente mutevole.
Il 75% della lega è composta da oro puro mentre la percentuale rimanente, ossia il 25% è composto da palladio, o argento. E’ da sottolineare che l’utilizzo dell’oro con una maggiore o minore caratura è determinato dal tipo di lavoro che si va a svolgere. Per i lavori più comuni che richiedono poca lavorazione, solitamente viene utilizzato l’oro a 18 carati. Per tutti quei lavori che richiedono di manipolare maggiormente il metallo invece, viene usato l’oro a 14 carati. Un esempio di lavoro particolarmente impegnativo è senz'altro quello che prevede l'incastonatura delle pietre preziose negli anelli.
L’utilizzo degli altri due metalli, ossia il palladio e argento, fanno sì che la lega che si va a formare diventi molto resistente alla corrosione. Il platino, uno dei più pregiati metalli preziosi che vi si possa trovare al mondo, viene estratto allo stato solido in vari giacimenti. Principalmente di colore grigio, questo metallo è molto conosciuto per la sua capacità di essere immune all'ossidazione e alla corrosione. La seconda differenza che c’è tra oro bianco e platino, risiede nel diverso utilizzo che si fa di questi due materiali. Il platino è famoso per essere un metallo facile da lavorare.

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